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Stratigrafia funzionale di una facciata ventilata

Facciate

Stratigrafia funzionale di una facciata ventilata

13 ago, 2019

Anatomia di una facciata ventilata: struttura e tecnologia

 

Le facciate ventilate possono assumere configurazioni diverse, in funzione del tipo di elementi funzionali scelti e delle loro caratteristiche.

Oltre a essere un elemento distintivo dal punto di vista estetico, possono diventare un elemento funzionale determinante. 

Stratigrafia di una facciata ventilata

Le facciate ventilate sono chiusure verticali che svolgono un importante ruolo per l’isolamento dell’edificio, l’efficienza energetica e la riduzione dell’aggressione degli agenti atmosferici nei confronti della muratura sottostante.

Si tratta di una parete esterna opaca, rivestita con elementi che possono variare per materiale, dimensione, forma.

Inoltre, a seconda delle caratteristiche tecniche prese in considerazione, esistono diverse classificazioni del sistema di parete ventilata.

In tutti i casi, però, i vari elementi sono messi in opera a secco, mediante l’utilizzo di sistemi di fissaggio meccanico o anche chimico, anche se meno diffuso e presentano una stratigrafia funzionale ricorrente.

Schematicamente, una facciata ventilata è costituita dai seguenti strati funzionali. Partendo dall’edificio verso l’esterno, oltre al supporto murario, troviamo:

  • Isolamento termico
  • Intercapedine
  • Struttura di sostegno
  • Rivestimento.

L’importanza dell’isolamento termico

Per ottenere il contenimento del fabbisogno energetico degli edifici, le pareti di facciata devono assicurare bassi valori di trasmittanza termica.

Un modo per raggiungere questi valori è realizzare uno strato isolante di spessore adeguato.

La configurazione della facciata ventilata consente di mettere in opera uno strato isolante continuo e dello spessore idoneo agli obiettivi di isolamento dell’edificio.

I materiali termoisolanti utilizzabili sono diversi e si presentano in varie forme e dimensioni.

La lana di roccia viene utilizzata in questo tipo di soluzione grazie alle sue proprietà isolanti e di basso assorbimento di acqua e umidità, che mantiene l’integrità del materiale nel tempo. Inoltre, le fibre in lana di roccia sono intrinsecamente non combustibili, il che rende questo materiale idoneo a svolgere una funzione ritardante rispetto agli incendi.

Esiste anche una soluzione che unisce i vantaggi dei pannelli sandwich alle ottime prestazioni termiche e acustiche.

Si tratta di pannelli formati da due lastre in metallo, con all’interno una massa, che assicura il necessario isolamento. 

La facilità di posa, la resistenza e le prestazioni certificate, che caratterizzano questo tipo di prodotto, lo rendono una soluzione ottimale per la realizzazione delle facciate ventilate.

Intercapedine, il segreto della facciata ventilata

Il funzionamento e l’efficacia del sistema di facciata ventilata si basano sullo strato di ventilazione, una intercapedine, posta tra lo strato termoisolante e quello di tenuta all’acqua.

Questa camera di ventilazione contribuisce a controllare le caratteristiche igrotermiche della parete perché  il flusso d’aria, che scorre al suo interno, abbassa le temperature superficiali nei periodi più caldi e favorisce lo smaltimento dell’umidità in eccesso.

Infatti, l’effetto camino, garantito da idonee aperture di presa e scarico aria poste alla base e alla sommità della parete, genera un flusso d’aria ascendente che consente di evacuare il vapore acqueo proveniente dall’interno, evitando il fenomeno di condense interstiziali e di eliminare gli effetti negativi di possibili infiltrazioni d’acqua provenienti dall’esterno.

Lo spessore dell’intercapedine d’aria può essere determinato in base agli obiettivi energetici e in relazione alle condizioni ambientali, alla conformazione dell’edificio, alla scelta dei materiali. 

La struttura di sostegno

La struttura di sostegno, o sotto struttura della facciata ventilata, ha il compito di assicurare il rivestimento esterno all’edificio, tramite elementi di fissaggio.

È, quindi, un sistema composto da strutture di supporto e di staffaggi, che devono avere una lunghezza sufficiente ad assorbire le tolleranze di costruzione e a contenere lo spessore dell’isolante termico e quello dell’intercapedine d’aria.
Può essere costituito da soli montanti, direzione verticale, da soli traversi, direzione orizzontale, da montanti e traversi, che realizzano una orditura in due livelli. 

In quest’ultimo caso, ai montanti è affidato il compito di distanziare il rivestimento esterno dallo strato isolante.

In genere, i profili e i telai sono realizzati con acciaio zincato, acciaio inox, leghe di alluminio, perché assicurano un ottimo comportamento statico con spessori e pesi ridotti, ma esistono anche soluzioni in legno e in materiali compositi.

La varietà del rivestimento

Lo strato di rivestimento ha il compito di proteggere la facciata dagli agenti atmosferici e di contribuire all’estetica dell’intero edificio.

Di solito è realizzato con spessori che non permettono un apporto in termini di isolamento termico, tuttavia costituisce una parete della camera di ventilazione.

Proprio per questo motivo, è possibile scegliere la pannellatura di finitura tra tanti materiali disponibili, in base a:

  • Sistema di fissaggio
  • Resistenza agli shock termici e meccanici
  • Resistenza alle radiazioni solari
  • Resistenza al fuoco
  • Resistenza all’acqua
  • Facilità di pulizia e di manutenzione
  • Durabilità.

Oltre a questi requisiti, data l’ampia gamma di materiali disponibili, è possibile scegliere in base all’aspetto e alla coerenza con la qualità architettonica dell’edificio.

In base al peso, i rivestimenti possono essere più leggeri o più pesanti. 

Questo aspetto influisce sulla decisione di quale sottostruttura adottare per realizzare la facciata ventilata e di quale sistema di fissaggio sia più indicato per l’installazione del rivestimento.

Pertanto, già in fase di progettazione vanno valutati e decisi tutti i materiali che andranno a comporre la stratigrafia della facciata ventilata.

Successivamente, la corretta messa in opera garantirà la continuità dello strato isolante e il rendimento energetico previsto.

Scritto da

Cesare Arvetti - Research & Development Department
Cesare Arvetti - Research & Development Department

Esperto Isopan con più di 10 anni di esperienza nel mondo della costruzione a secco. L'Arch. Cesare Arvetti supporta i maggiori studi di architettura e di progettazione per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze dei singoli progetti.

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