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Le costruzioni a secco come risposta a esigenze moderne

Costruzione a secco, Pannello sandwich

Le costruzioni a secco come risposta a esigenze moderne

27 giu, 2019

Assemblaggio a secco: storia, tecniche esecutive e campi di applicazione

 

La costruzione a secco prevede che le parti di un manufatto edilizio vengano unite mediante sistemi meccanici, senza il ricorso a materiali di connessione che si consolidano dopo la posa.

In questa tecnica costruttiva, gli elementi vengono resi solidali attraverso una precisa logica.

Ripercorrendo la tradizione costruttiva a ritroso, dalle preistoriche strutture megalitiche, alle espressioni più evolute dell’architettura, ci accorgiamo che è fatta di materiali leggeri intelaiati.

L’assemblaggio a secco, quindi, costituisce un continuum lungo il percorso evolutivo dell’umanità stessa.

 Adattamento e accostamento

Le prime semplici strutture, costruite con tecniche di giunzione basate sull’accostamento e la sovrapposizione di pezzi, avevano il solo scopo di delimitare uno spazio.

Successivamente, il sistema costruttivo si è evoluto e ha adottato la compenetrazione dei pezzi, ottenuta intervenendo sui singoli elementi, tagliati e modificati a questo scopo. Per molto tempo, questo metodo ha costituito l’orizzonte tecnologico dell’assemblaggio.

Oggi, invece, le costruzioni a secco non richiedono operazioni di adattamento sui singoli pezzi che, al contrario, arrivano in cantiere con la forma e le dimensioni definite dal progetto e pronti quindi per essere usati.

Questa logica assemblativa rende possibile la sostituzione di un singolo elemento senza la necessità di alterare l’intera struttura.

Ecco perché questa tecnica non riguarda solo il paradigma costruttivo in sé, ma influisce sul modo di approcciarsi a un progetto.

Coinvolge le idee oltre che le tecniche e i materiali.

Esperienze materiche

Nella storia, l’impiego di materiali che venivano assemblati a secco è stato determinato da cause diverse.

In primis, la natura stessa dei materiali, in passato, ne ha definito l’utilizzo. 

Pensiamo alla pietra e alle costruzioni diffuse a diverse latitudini e attraverso l’intera storia abitativa dell’umanità, una prassi consolidata, una abilità tecnica radicata, che è stata applicata nel tempo anche ad altri materiali.

Ma i materiali hanno una loro espressività che va oltre la loro semplice funzione: sono segni della storia e rappresentano elementi di continuità, o viceversa di rottura, con la tradizione.

Pensiamo al legno, prima, e al ferro, successivamente.

Pietra

La pietra accompagna la storia dell’uomo, sia nella sua esigenza di riparo e abitativa, sia nelle sue funzioni sociali più evolute. 

I primi esempi che la storia ci offre sono gli insediamenti megalitici di Stonehenge, un sistema di pietre verticali, montanti, e orizzontali, architrave, assemblate tramite giunti maschio femmina, del tipo tenone e mortasa.

Grandi esempi di costruzioni a secco, vicini al nostro orizzonte culturale, sono gli edifici di culto dell’antica Grecia.

Esempi di architettura che coincidono con la struttura stessa.

Legno

L’abilità maturata nella lavorazione della pietra è stata trasferita anche al legno. 

Dall’intreccio di materiali flessibili al legno lamellare delle moderne costruzioni, l’assemblaggio a secco del legno è una centenaria rassegna di tecniche costruttive.

Dalla Norvegia al Giappone, sono numerosi gli esempi di edifici in legno realizzati con tecniche simili, nonostante le differenze culturali e ambientali.

È il materiale stesso che guida la modalità costruttiva.

Ferro

Il ferro diventa un elemento costruttivo solo nel momento in cui aumenta la produzione e si ottiene una qualità costante, grazie ai progressi siderurgici.

Uno degli esempi più emblematici di questa fase di affermazione del ferro è il ponte in ghisa sul fiume Severn di Darby (1779), un esempio di assemblaggio a secco basato su procedimenti industrializzati, invece che artigianali. 

Bisogna attendere la saldatura ad arco, che  migliora la rigidità delle giunzioni, per un’ulteriore svolta: il ferro e l’acciaio diventano, in architettura, simbolo della leggerezza.

Si apre la stagione dei grandi grattacieli di scuola americana.

Logiche industriali

In architettura, la forma si è evoluta quindi grazie a nuovi materiali e tecniche costruttive.

Le forme massicce imposte dalle costruzioni in pietra hanno lasciato posto a forme più libere. 

Oggi, il ricorso alle  costruzioni a secco è dettato da necessità contingenti: il contenimento dei costi e dei tempi di costruzione hanno fornito un forte incentivo ad adottare questa tecnica.

In altri casi, la scelta dei materiali e delle tecniche risponde a logiche architettoniche, diventa espressione di un linguaggio.

In ultimo, la necessità di organizzare il cantiere secondo logiche industriali ha portato a rivedere l’intero processo costruttivo: il cantiere diventa l’ultimo passaggio di un percorso che avviene in simultanea in luoghi diversi.

I manufatti edilizi costruiti con la tecnica dell’assemblaggio sono il risultato dell’unione di idee e di pratiche, di logiche produttive e costruttive.

L’orizzonte in cui si muovono queste costruzioni a secco risponde alle esigenze del vivere contemporaneo: eco-sostenibilità, rapidità della costruzione, flessibilità d’uso.

 

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Scritto da

Cesare Arvetti - Research & Development Department
Cesare Arvetti - Research & Development Department

Esperto Isopan con più di 10 anni di esperienza nel mondo della costruzione a secco. L'Arch. Cesare Arvetti supporta i maggiori studi di architettura e di progettazione per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze dei singoli progetti.

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