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Diverse soluzioni di tetto verde, dalla copertura al giardino pensile

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Diverse soluzioni di tetto verde, dalla copertura al giardino pensile

22 ott, 2019

Che cosa sono i Green Roof e quali tipologie esistono?

 

I tetti verdi sono stati costruiti nella storia in diverse parti del mondo e in differenti zone climatiche.

I motivi per il loro utilizzo: garantire l’impermeabilizzazione e la protezione  dal vento e dalle variazioni di temperatura della copertura degli edifici.

Copertura verde

Per copertura di un immobile, si intende un elemento costitutivo dell’involucro edilizio. La sua caratterizzazione a verde implica una modificazione della struttura stessa della copertura, ma gli conferisce anche requisiti e prestazioni  specifici, in funzione della sua conformazione.

I tetti verdi si possono suddividere in tre categorie:

- a inverdimento estensivo, 

- a inverdimento intensivo. 

In pratica, questa suddivisione distingue il volume e il peso degli strati utili all’inverdimento, il tipo di verde installabile, la manutenzione richiesta.

Green roof estensivo

Il tetto verde di tipo estensivo è il più semplice da realizzare e quello che si caratterizza per un mantenimento quasi autonomo.

Il verde installato in questo tipo di green roof ha buone capacità di propagarsi e auto-rigenerarsi. È realizzato con vegetazione resistente anche a temperature estreme e a brevi periodi di siccità.

Lo spessore dello strato colturale è contenuto in pochi centimetri e anche il peso di un metro quadrato della stratigrafia è più basso rispetto agli altri tipi di tetto verde. Il carico si attesta tra gli 80 e i 150 kg/m2.

La manutenzione è ridotta al minimo, generalmente sono sufficienti due interventi l’anno per controllare il sistema, verificare lo stato della vegetazione, eventualmente estirpare le piante infestanti e liberare gli scarichi.

Queste caratteristiche lo rendono una soluzione facilmente percorribile anche in caso di recupero edilizio, dove le strutture portanti non sono state progettate specificamente per sopportare carichi maggiori.

Si usa per migliorare le prestazioni della copertura e per la mitigazione ambientale.

La vegetazione più usata è il sedum,  una varietà di piante grasse, crassulacee, molto diffuse naturalmente a diverse latitudini e condizioni climatiche. È possibile anche scegliere altri tipi di verde, come per esempio il prato ma, benché gli spessori della stratigrafia non cambino, tuttavia certi tipi di prato richiedono irrigazione, concimazione, taglio e monitoraggio più frequente, alzando così i costi della manutenzione ordinaria.

Tetto verde semi-intensivo e intensivo

Quando si parla di copertura verde di tipo semi-intensivo e intensivo, non è sbagliato figurarsi dei veri e propri giardini, in cui la vegetazione possa essere scelta con estrema libertà, così come si farebbe a livello del suolo: prato, piante, cespugli, alberi. In questo caso, la denominazione corretta è, infatti, giardino pensile.

Proprio l’ampia scelta, però, comporta una manutenzione commisurata al tipo di vegetazione messa a coltura, da qualche intervento l’anno a una frequenza con cadenza settimanale. 

Oltre alle operazioni di controllo degli elementi del sistema, ci sono lo sfalcio dell’erba, le potature e tutte le attività tipiche di un giardino tradizionale, inclusa l’irrigazione. Questo significa necessariamente un costo più alto rispetto a un tetto estensivo durante la vita del manufatto.

Lo spessore dello strato colturale deve essere proporzionato alle necessità delle piante. Il carico diventa più importante e può arrivare a picchi notevoli, nel caso di piantumazione di arbusti e alberi.

Il tetto verde a regola d’arte

Per la corretta stratigrafia utile a realizzare una copertura verde, si può fare riferimento alla norma UNI 11235 “Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture a verde".

Norma UNI 11235

La norma serve a progettare, installare e mantenere le coperture verdi. Fornisce indicazioni sulla stratigrafia, dallo strato impermeabilizzante antiradice, quello più importante a garantire la tradizionale funzione di copertura del tetto, fino alla vegetazione consigliata, in funzione del tipo di tetto verde, estensivo o intensivo

Proprio nella norma, si trovano i riferimenti puntuali agli spessori utili per i vari tipi di inverdimento.

Per un tetto verde estensivo può essere sufficiente un substrato di 8 cm, mentre per il tipo intensivo si parte dai 15 cm, che vanno aumentati secondo necessità. In entrambi i casi, il substrato è regolato dalla norma e deve avere precise caratteristiche chimico-fisiche e di curva granulometrica.  Si tratta di un composto da miscele di elementi minerali di origine naturali e una minima frazione di materia organica.

Tutte le indicazioni fornite dalla norma costituiscono una linea guida operativa per evitare errori, che potrebbero essere determinanti. L’aspetto più delicato riguarda la posa in opera dei vari strati. Primo tra tutti quello impermeabile, che è il più interno e costituisce la base su cui costruire il resto della stratigrafia funzionale.

Il testo è anche un termine di confronto per misurare le prestazioni della copertura verde con riferimenti precisi e definiti.

Scritto da

Cesare Arvetti - Research & Development Department
Cesare Arvetti - Research & Development Department

Esperto Isopan con più di 10 anni di esperienza nel mondo della costruzione a secco. L'Arch. Cesare Arvetti supporta i maggiori studi di architettura e di progettazione per individuare le soluzioni più adatte alle esigenze dei singoli progetti.

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